Lui è così.

       Lui è così. Prendere o lasciare.

Quando, da bambino, abitavo a Rimini marina centro con la mia famiglia,  avevo sviluppato una certa  abilità nel capire, dal rumore, che tipo di mezzo stesse passando per  strada. Il bello è che ogni tanto c’erano delle “schegge impazzite”.  Non lontano da me, c’era l’officina di un elettrauto che correva in macchina e non era raro sentirlo provare le sue Formula Italia o Formula 3… per strada. Oppure potevi sentire Giordano, normalmente al lavoro nella sua tabaccheria vicino alla chiesa,  che provava il suo sidecar da corsa in Viale Dardanelli. Ma quello che devastava il silenzio di marina centro più di frequente era un pazzo con una moto da cross. Quando sentivo i “rumori”,  io mi precipitavo in strada ed il pazzo mi piaceva particolarmente perché con la sua KTM faceva delle impennate mostruose a velocità folli. Il KTM non mi ricordo se fosse un 400 o 390 comunque roba grossa, lui… no.  Piccolo, magro con  i capelli ricci. Forse 50 chili ma forse anche meno ed io mi chiedevo come facesse ad avere il controllo su quell’animale che guidava.  Allora non potevo immaginare che saremmo diventati grandi amici per poi condividere diverse avventure.

Il pazzo in questione lo trovate in pianta stabile, da 40 anni a questa parte, nel suo oramai mitico negozio in Viale tripoli al n.111 a Rimini. Il negozio è “Motosport” , specializzato nelle customizzazioni  e punto di riferimento per un numero infinito di motociclisti   riminesi e non. Per un lungo periodo (dal ’97 al 2011)  ne ha affiancato un secondo, sempre in Viale Tripoli, più specializzato nell’abbigliamento e caschi: l’AMR. Lui è Fusco Cesarotti  conosciuto da tutti come Raoul.

Fusco Cesarotti, per tutti Raoul.

 

Ma torniamo a marina centro negli anni ’70. Il gruppo di ragazzini della mia età, vedeva questi ragazzi più grandi  che avevano moto, auto, ragazze, come veri e propri miti, quasi dei punti di riferimento.  Presto anche noi saremmo diventati  così,  ma io ero affascinato da questo pazzo con la KTM e poi, da quando ho scoperto che correva in pista con la 50 nel campionato Junior, era diventato il mio idolo assoluto.

Nel 1974 con la Minarelli-PCB 50

Crescendo abbiamo iniziato a frequentare lo stesso Bar dei “grandi”. Il Bar Canon in Via Baldini. Io ed i miei amici coetanei eravamo una sorta di formazione junior del Bar.  Essendo a “contatto di gomito”  abbiamo incominciato ad interagire  ed io, molto rapidamente ho fatto amicizia con Raoul. Era di soli cinque anni più grande di me ma a quell’età la differenza era tanta: io potevo avere il motorino, lui aveva già la patente e la macchina.  Con tutti noi ha avuto sempre un rapporto molto bello, una sorta di fratello maggiore, sempre pronto a fare cazzate ma che non voleva che noi le facessimo e se gli facevamo qualche scherzo lui l’accettava bonariamente. All’epoca eravamo tutti appassionati e giocatori di Baseball ma io covavo sotto la cenere, da sempre, la passione per i motori e Raoul era diventato il mio interlocutore di riferimento.  Se arrivando al bar, vedevo parcheggiata la sua Renault 5 rossa, sapevo che avrei trovato pane per i miei denti. Raoul ne sapeva di moto ma anche di auto. Uno spasso.    Nel frattempo nasce il negozio di abbigliamento ed accessori moto, nel 1976.

Qui vittorioso con la Derbi 50

La carriera di Raoul prosegue e dopo aver corso con Minarelli-PCB, Derbi (un missile)  e Kreidler (troppi problemi) arriva il passaggio di categoria con una stupenda Morbidelli 125 nei senior. Moto che ancora oggi gli rinfaccio di aver abbandonato troppo presto ma lui, aveva voglia di cavalli.

 

La favolosa Morbidelli 125

Io nel frattempo ero ospite fisso nel suo negozio, se serviva lo aiutavo in qualche lavoretto oppure si facevano delle chiacchiere. Ancora oggi resiste il soppalco montato da noi due  con tubi innocenti ed assi di legno. Un’opera di ingegneria … casalinga.  A volte il mio compito era quello di fare da sveglia.  Raoul alla sera faceva tardi e se non era per sua madre che apriva il negozio alla mattina, quella serranda si sarebbe alzata non prima di mezzogiorno. Lui dormiva, ma forte. Quando arrivavo in negozio, sua madre mi dava le chiavi di casa e mi chiedeva di andare a svegliarlo suggerendomi di usare anche le maniere forti, anche un secchio d’acqua se fosse servito allo scopo.  Sua madre Lena è stata un grande riferimento e la vera anima del negozio in viale Tripoli.  Lui intanto proseguiva la sua carriera di pilota non facile da gestire, troppo sregolato. Ore piccole tutte le sere e bottiglia di birra Ceres sempre in mano.  Per un periodo ci ha provato suo fratello maggiore: Vasco.  Mi ricordo ancora le sfuriate in negozio. Vasco arrivava nel massimo della tranquillità e cercava di far ragionare Raoul su quello che avrebbe dovuto essere il giusto stile di vita e la condotta da tenere nei week end di gara.  Partiva con le buone, con tono blando e suadente e poi, senza motivo apparente, incominciava ad andare su di giri progressivamente  per arrivare ad incazzarsi come una pantera  urlando e sbuffando come una ciminiera tutto rosso in volto.  A volte pensavo lo picchiasse, ma sarebbero state legnate “a fin di bene”.  Tutti sapevamo del grande talento che Raoul aveva in moto ma il suo atteggiamento era più da Easy Raider che da Racing Driver

 

Intanto nel retrobottega  trova posto  una Yamaha TZ 350. Io aiuto Raoul nei lavori di meccanica ed incomincio ad accompagnarlo sui campi di gara. La cosa mi piace moltissimo. Avevo 14/15 anni.

Non posso non ricordarmi di alcuni fatti, come quando per un problema all’albero motore, si erano rotti i carter e mi sembrava una cosa enorme ed irreparabile ma che in qualche modo rimediammo, oppure quando alle verifiche tecniche pre-gara, avevamo problemi a passare le prove fonometriche. Scarichi troppo rumorosi. Per ovviare al problema avevamo pensato bene di riempire i silenziatori con la poca lana di roccia che avevamo e molti stracci. Il trucco aveva funzionato, abbiamo passato le verifiche ma tornando al furgone ci siamo accorti che gli stracci avevano preso fuoco e stavamo conducendo per mano una moto che aveva gli scarichi che fumavano dannatamente… ma a motore spento.

Una volta siamo andati a Monza con un furgone Mercedes preso a noleggio. Oltre a me c’era il meccanico Massimo Biagini che poi diventerà uno dei più importanti tecnici del motomondiale. Naturalmente avremmo dovuto dormire nel furgone. Io mi sentivo molto evoluto perché, oltre la sacco a pelo, mi ero portato un materassino da mare. Purtroppo, quel materassino maledetto si buca subito e passo una notte d’inferno sul pianale ondulato del furgone. Per la notte successiva, preferisco dormire con il mio sacco a pelo in un box (una volta erano aperti), almeno è liscio.  Alla mattina mi sveglio e vedo a pochi centimetri dalla faccia una scritta “Olio Fiat”,  mi tiro su e mi trovo tra i meccanici del team Gallina che avevano occupato il loro box con le loro Suzuki 500. Che figura da barbone…

Un ricordo veramente bello è quello relativo al nuovo acquisto di Raoul per il 1978. Prendiamo la sua Renault 5 ed andiamo a ritirare il gioiello. Il viaggio è molto breve, da Viale Tripoli dobbiamo arrivare solo in Via Covignano, sede della Bimota. Pochi minuti.  Ad attenderci un fantastico telaio YB3 per aggiornare la sua Yamaha TZ 350.  Bellissimo, rosso, nuovo, con la valvola per mettere in pressione i tubi del telaio. Che figata! Il nuovo telaio finisce nel retrobottega ed io e Raoul lavoriamo diversi giorni (e notti) per completare il trapianto di motore ed accessori.

Comunque Raoul continua ad essere un pazzo e per strada si sfracella una gamba in Via Crispi, poco distante dal negozio, mentre prova una moto. Quando sarà pronto per tornare in pista, alla difficoltà di passare le verifiche tecniche, si aggiunge quella delle verifiche mediche.. Al Mugello arriva con le stampelle fino all’ingresso del centro medico, poi  me le passa e raccogliendo tutte le forze compie quei pochi passi per portarsi al cospetto del medico facendo finta di niente. Andata anche questa volta.

Sulla griglia di partenza a Misano con la Bimota YB3

Le prove passano abbastanza tranquillamente, non riesce a spingere la moto per partire e quindi parte sempre in sella ed io spingo. Ok per le prove, ma quello sarebbe stato un bel problema per la gara visto che la partenza avviene a spinta.

A prove finite, non ricordo per quale motivo, si rende necessaria la sostituzione dei pistoni.   Raoul, abbastanza provato dalla giornata ed essendo ormai sera, prende la decisione di effettuare il lavoro direttamente nel garage interrato dell’albergo dove alloggiavamo per l’occasione. Riusciamo ad entrare direttamente con il furgone, scarichiamo la moto che posizioniamo sul cavalletto. Al suo fianco  il carrello degli attrezzi “Beta” e due pistoni nuovi.  Io incomincio a smontare la carena, scarico nella bacinella l’acqua di raffreddamento del motore e tiro via le marmitte. Tutte operazioni semplici che poteva fare un ragazzino come me. Da sopra intanto arriva il frastuono di una festa con musica a palla e schiamazzi. Mi aspetto che “il maestro” Raoul si applichi nell’apertura del motore ma se ne esce con un: “facciamo una cosa, io faccio un salto di sopra tu intanto incomincia e cambia i pistoni”.   Cambia i pistoni?!? Io al massimo avevo tirato giù il cilindro del mio Ciao Piaggio ed adesso mi ritrovo con due pistoni in mano di una Yamaha 350 da Gran Premio….da solo.  Mannaggia a te Raoul!  Siccome lo conoscevo molto bene, sapevo benissimo che il suo “salto” di sopra poteva durare delle ore e, se non fossimo stati nel week end di gara… anche giorni.  

Mi metto di buona lena ed incomincio il lavoro. Tolgo i carburatori che sbrodolano benzina dappertutto. Cerco di memorizzare la tipologia di viti , dove vanno, cosa ho tolto ecc.  Già capire il verso del pistone non era stato facile così come togliere e mettere i fermi dello spinotto. Quel lavoro che un bravo tecnico avrebbe compiuto in qualche decina di minuti, dura ore.  Incomincia ad essere notte fonda ma sono verso la fine dell’opera. Chiudo tutto e  prima di rimontare la carena faccio un check generale per vedere se ho dimenticato qualche vite, qualche molla.  Sembra tutto a posto e rimonto la carena. Manca solo l’acqua ma decido che sarà il primo lavoro della mattina seguente.

Stiro la schiena e guardo, fiero, il mio lavoro. Di Raoul neanche l’ombra. Incomincio a rimettere gli attrezzi nel carrello ed a pulire il casino che avevo fatto quando… sul ripiano nero in gomma del carrello Tank della Beta,  vedo qualcosa ben mimetizzato. Spero non sia vero ma è proprio così. In preda all’avvilimento sposto le chiavi e prendo in mano gli o-ring che vanno a sigillare le teste con i cilindri e li guardo con immenso odio. Me li ero dimenticati. Ma porca di quella impestata miseriaccia boia. Smonto nuovamente tutto  metto gli o-ring, rimonto tutto e si sono fatte le tre di notte. Raoul… non pervenuto.   Metto sul furgone tutto quello che posso tranne la moto ed il carrello degli attrezzi che è troppo pesante.  Finalmente mi trascino fino alla camera pensando di trovare Raoul che dorme della grossa ma il suo letto è intatto e lui non c’è.  Arriverà in camera alle sei e trenta ed avrà il coraggio di dire: “ sai sono un po’ stanco, non so se riuscirò a partire per la gara ma abbiamo bisogno del premio di partenza. Casomai metti la mia tuta ed il casco, parti tu e dopo un giro ti fermi…”

Con la compagna Ana Luiza e la figlia Valentina

Ma che ti venga… Comunque Raoul è così, prendere o lasciare. Ancora è nel suo negozio in Viale Tripoli a Rimini e tutti gli vogliono bene perché è speciale. Proprio perché è speciale, recentemente è riuscito a diventare in pochi giorni, sia nonno da parte della figlia avuta con la prima moglie, che papà di Valentina insieme alla sua attuale compagna.   Ahhhh Raoul, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, ma non verrebbe uguale.

P.s. comunque, al Mugello la moto ha funzionato e Raoul, da vero lottatore è riuscito a partire per la gara spingendo con una gamba sola.

P.p.s. successivamente ho iniziato a correre in kart e Raoul è stato il mio primo sponsor.

P.p.p.s. se passate da Rimini andatelo a trovare: Motorsport Shop & Restyling, V.le tripoli 111. Su Facebook: Fusco Raoul Cesarotti.

Carriera:

1974 Minarelli-PCB 50

1975 Derbi 50

1975 Kreidler 50 Morbidelli 125

1976 Yamaha TZ 350

1977 Yamaha TZ 350

1978 Yamaha Bimota YB3 350

1979 Yamaha Bimota YB3 350

1980 Yamaha Bimota YB3 350

1981 Yamaha TZ 250

1982 Yamaha TZ 250

1983 Yamaha TZ 250

1982 con la Yamaha TZ250

Autore dell'articolo: Luca

3 thoughts on “Lui è così.

    Chicco Menichetti

    (15 marzo 2017 - 0:05)

    Ciao Luca . Bellissime storie! Mi fai ricordare la Graziella con la carenatura fatta con un espositore di creme solari preso proprio dalla tabaccheria di Giordano…….con la scritta DruMe……..e poi i tuoi primi giri con il Kart nel piazzale di Bibi Rossi (Gommista) con mio fratello Bebo …….e la tua prima gara di Kart….quando lo abbiamo inclinato per farlo passate in mezzo alle macchine e non c’è stato verso di farlo partire…..ti ho spinto da buon meccanico dal porto al Club Nautico….ma niente!Tu hai fatto una gran carriera sportiva……io ho fatto 2 volte la 1000 Miglia!!!!!!Un abbraccio forte

      Luca

      (15 marzo 2017 - 7:17)

      Ciao Chicco! bella memoria. E’ già tutto scritto, sembra che mi hai sbirciato nel computer, ahahha. Ma tu c’eri. Pubblico un po’ alla volta ma arriva tutto. Un abbraccio a te.

    Riccardo

    (14 marzo 2017 - 13:05)

    Bello Luca e grande Raul, siete due persone speciali due campioni…..

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