Al di là del muro.

Al di là del muro.

C’è qualcosa di assurdamente beffardo in quanto  accaduto al pilota statunitense Nicky Hayden.

I media hanno dato ampia eco all’investimento, da parte di un automobilista, del trentacinquenne ex campione della moto GP, attuale pilota Honda nel mondiale Superbike, ed hanno genericamente posizionato l’accaduto a Rimini. L’aspetto tristemente beffardo è che nella realtà, l’incidente è avvenuto proprio alle spalle dell’autodromo di Misano, ad un tiro di schioppo dalla curva del Rio.

Di qua del muro i piloti come Nicky accettano il rischio, lo valutano, lo sfidano. La ricerca del limite è il loro credo di vita. Sanno che la continua sfida alle leggi della fisica potrebbe avere conseguenze anche gravi. Di là del muro no. Di là del muro un pilota vive una vita normale, una vita che dovrebbe permettere ai propri cari di stare rilassati. Non è un week end di gara, non sta rischiando. Eppure… il destino beffardo si aggirava a Misano Adriatico, forse era a caccia di un pilota, l’ha trovato e l’ha colpito quando meno se l’aspettava, in sella alla sua bicicletta, a guardia abbassata.

Ho letto un’infinità di slanci contro gli automobilisti, appelli ed accuse da parte dei campioni delle due ruote a pedale, insinuazioni che il guidatore fosse ubriaco. Attenzione a non cadere nella retorica. Il guidatore non ha fatto nulla di sbagliato ed infatti non è indagato. Ha passato tutti i controlli su alcol ecc. Si stava semplicemente recando al lavoro percorrendo Via Tavoleto (strada ad alto scorrimento) in direzione mare quando, da una stradina laterale è sbucato il ciclista. Impossibile evitarlo.  Conosco bene quell’incrocio; quando da Via Cà’ Raffaelli ti immetti sulla via principale non hai visibilità e questo può essere costato caro al pilota del Kentucky.

Sono accadimenti abbastanza frequenti ma quando coinvolgono personaggi noti, chiaramente ottengono un grande risalto. Nicky Hayden è sicuramente un bravo ragazzo, molto spontaneo, sempre fuori dalle polemiche e ben voluto da tutto l’ambiente. Si è innamorato della nostra zona, della bassa Romagna, al punto di passarci lunghi periodi e purtroppo nella nostra zona, poco più a nord, sta lottando tra la vita e la morte.  I referti parlano di una situazione difficilissima ma tutti speriamo in un miracolo, io personalmente mi auguro che non debba ritrovarsi in una situazione simile a quella in cui versa Michael Schumacher,  sarebbe un prezzo troppo caro da pagare per rimanere in vita. Se vita si può chiamare.

Bob Wollek

Purtroppo, quando sento parlare di piloti coinvolti in incidenti ciclistici non può non tornarmi in mente il pilota francese Bob Wollek. Pilota ufficiale Porsche, in Florida nel 2001 per disputare l’ennesima 12h di Sebring. Aveva già annunciato il ritiro dalle competizioni attive per diventare consulente e brand ambassador per la casa di Stoccarda. Consueto giro in bici per allenarsi ed il destino beffardo, sotto forma di un motorhome, l’ha trovato….

Forza Kentucky Kid, ti rivogliamo in pista!

Dru

Autore dell'articolo: Luca

4 thoughts on “Al di là del muro.

    Alexander

    (20 maggio 2017 - 15:45)

    Il guidatore _è_ indagato e ha avuto avviso di garanzia (come è sacrosanto che sia) per lesioni stradali, il che vuol dire che le forze dell’ordine non hanno per niente chiuso il caso appena vista la scena. Se Hayden dovesse morire, ne riceverebbe un altro per omicidio stradale. Sta alle forze dell’ordine ora verificare l’ordine e le cause degli eventi, nei tempi e modi dovuti.
    De facto, nel 2016 ci sono stati 205 morti in bici in Italia per incidenti causati da veicoli a motore, 0 morti in veicoli a motore per incidenti causati da ciclisti. URGE legge anti stronzi, qualcosa che serva davvero ad educare la gente che gira per strada (e per tutti, intendo proprio tutti: pedoni, ciclisti, motorizzati… UFO all’occorrenza!). Ma visto che in Italia siete pieni di stronzi senza il minimo senso civico, dubito che la vedrete tanto presto.

    bric

    (20 maggio 2017 - 7:30)

    probabilmente hai ragione ma non puoi negare che l’automobilista andava troppo veloce. Nicky è volato a quasi trenta metri dall’incrocio!!! se l’auto fosse andata ad una velocità minore (non so qual’è il limite in quel punto, immagino 50km/h) non sarebbe andata cosi.

    MADDALENA CONTI

    (19 maggio 2017 - 16:53)

    HAI FATTO BENE A PUNTUALIZZARE ! MI SPIACE IMMENSAMENTE PER NICKI MA NON SI PUO’ DARE LA COLPA ALL’

    AUTOMOBILISTA

    Steve

    (19 maggio 2017 - 16:23)

    Finalmente un articolo che dice la verità, scritto anche bene.

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