Billy Monger Vs Andrea Verna gli opposti del dramma.

 

Billy Monger Vs Andrea Verna gli opposti del dramma.

 

Quanti piloti si sono immolati sull’altare della velocità? Quanti hanno pagato il prezzo più alto per rincorrere la propria passione? La storia n‘è piena. Per fortuna questi accadimenti sono sempre più rari e sempre più distante è l’immagine del “cavaliere del rischio” da quella di un pilota attuale. Molto si è fatto e molto si farà per raggiungere i più elevati standard di sicurezza ma la sicurezza assoluta, in uno sport dove ci si muove ad altissime velocità, non potrà mai essere raggiunta. Lo dimostrano i recenti accadimenti che hanno toccato tragicamente le famiglie di un bambino di dieci anni sul kart, così come quella dell’equipaggio di Rally (e del commissario) alla Targa Florio.

Abbiamo ancora davanti agli occhi il terribile schianto del giovane pilota inglese Billy Monger che gli è costata la doppia amputazione della parte inferiore delle gambe. Una fatalità; anche se trincerarsi dietro al “destino crudele” non porta a migliorarsi, ma alla fine di tutte le valutazioni, non si potrà andare molto oltre al  classico “trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato”.

Billy correva felice, o meglio concentrato, alla ricerca del suo miglior risultato ottenibile in quella gara. Una carriera nata da bambino con i kart, poi la Ginetta Cup e poi la F.4. Lo possiamo considerare già un pilota esperto. Una  famiglia al fianco che ha costruito tutto mattone su mattone. Non una famiglia ricca ma che con passione, ha appoggiato il figlio alla ricerca del “ dream come true” o forse, semplicemente alla gioia di esserci. Per sapere questo, bisognerebbe conoscerli personalmente.

Fatto sta che il suo dramma è stato sparato come un razzo in giro per il mondo intero. Il filmato del suo incidente ha avuto un numero di visualizzazioni altissime ed il suo nome ha intasato i motori di ricerca.

Tutti si sono affezionati a questo ragazzo con il volto da bambino e la raccolta fondi in suo sostegno sta avendo un clamoroso successo. Ora ha tempo e modo per ricominciare una nuova vita ed il risalto mediatico del suo triste accadimento, l’ha messo in condizione di non essere solo, sono oltre 20.000 solo quelli che hanno contribuito alla raccolta fondi più tutti gli altri che gli hanno manifestato solidarietà e vicinanza.

Già… non essere solo.

A volte questi accadimenti ti portano a riflettere, ti portano a pensare quanto può essere crudele uno sport, un divertimento, ma in realtà, quanto può essere crudele la vita stessa. In quanti hanno vissuto drammi, anche estremi, semplicemente durante il turno di lavoro o cercando di raggiungerlo magari sul motorino sotto la pioggia? Quanti drammi si sono consumati e si consumano quotidianamente per scopi molto meno voluttuari e nel più totale anonimato ed indifferenza.

Ma la mia vita è imperniata sul motorsport, da sempre, e se penso a quello che è capitato al giovane Billy penso ad un dramma esploso rapido come un flash ma la memoria, e non ne conosco il motivo, mi ha portato indietro nel tempo di trent’anni, ad un altro dramma e questa volta non un flash ma ad un’agonia. Agonia da motorsport. Quasi l’opposto di quello che è capitato a Billy, una storia atipica.

Andrea Verna, pilota Bolognese. Nessuna carriera costruita dalla famiglia fin dalla tenera età, solo una passione per le corse in auto; sua, intima, viscerale. Una continua lotta per la ricerca di un budget sufficiente per solcare le piste in nome di quella passione sicuramente maggiore del talento che ha potuto esprimere.

Andrea Verna con il n.21 Mario Pelloni n.4. Quell’anno nel team Cevenini, Andrea aveva come compagni di squadra Nicola Larini, Piero Vivarelli, Massimo Monti, Antonio Arienti, Luca Maggiorelli e Tazio Marcheselli.

Qualche gara nel 1983 ed ’84 in Formula Fiat Abarth con i team Adolfo e Cevenini, qualche sporadica apparizione nei due anni  seguenti con team di secondo piano in Formula 3 con una Ralt ed una Martini. Di lui si ricorda un rocambolesco incidente alla seconda curva di Lesmo a Monza nel 1985. Con la sua Ralt RT3, esce troppo largo e l’auto parte in testacoda per poi capottare ripetutamente volando in aria. Si ritrova appeso a testa in giù nelle reti a protezione della tribuna esterna a diversi metri da terra. I soccorritori lo sentivano urlare dal dolore provocato dai liquidi roventi che gli colavano addosso e per la paura che la benzina prendesse fuoco ma tutto finì bene.

Andrea Verna osserva un giovane Mauro Martini che sostiene una pila di caschi. Dall’alto Mario Pelloni, Michele Minutolo, Dindo Capello, Giorgio Erbacci e Mauro Martini.

 

Ragazzo di animo buono, sempre disposto ad aiutare chiunque ne avesse bisogno. A volte introverso e scontroso ma più spesso allegro e cordiale. Lo si vedeva sempre con la sua tuta ignifuga addosso, quasi a voler sancire l’appartenenza al ristretto ed elitario gruppo dei piloti. Status molto agognato. Volto emaciato e capelli lunghi alla ricerca di una serenità che i paradisi artificiali non hanno mai potuto dargli, così come la sua compagna nella vita che lo portava per mano in questo orrido tunnel.

Andrea Verna nel periodo della F.3

 

Una sofferenza interiore data dalla consapevolezza di non riuscire in quello che voleva. L’ennesimo tentativo di mettere insieme un budget od i pezzi di una vita che non vuole andare come sperava.

Dicembre 1987, un piccolo garage chiuso con dentro la sua auto.  Un tubo di gomma dalla marmitta fino a dentro l’abitacolo, lui al volante con il motore acceso  in attesa che i gas di scarico pongano fine al suo disagio. Per Billy un flash, per Andrea una lenta agonia.

Da solo… già da solo.

Sul sedile di destra , la sua tuta ignifuga, le scarpette ed il suo casco…

Ancora internet non c’era e te ne sei andato tra l’indifferenza. Ti ho voluto ricordare io, nel mio piccolo, dopo trent’anni. Ciao Andrea, Rest In Speed.

Dru

Ringrazio per il contributo mnemonico Mario Pelloni, Paolo Delle Piane, Maurizio Arfè e Vito Boffa.

Le foto provengono dall’archivio di Mario Pelloni.

Autore dell'articolo: Luca

4 thoughts on “Billy Monger Vs Andrea Verna gli opposti del dramma.

    Giorgio Piccolo

    (21 dicembre 2017 - 16:55)

    Facemmo provare Andrea Verna a Imola a fine 1985.
    Mi ricordo la sua gentilezza e quella del padre.
    Non fu il più veloce quel giorno, ma fu sicuramente il più gentile ed educato di tutti i piloti che provammo
    Aveva lo sguardo triste.

    NICOLA

    (20 dicembre 2017 - 1:58)

    ANCHE SE CONOSCIUTO PER CASO E SCAMBIATO QUALCHE BATTUTA, UNA BREVE STORIA PER RICORDARE UN RAGAZZO MOLTO GENTILE, DAI MODI GARBATI E DI ANIMO BUONO COME VIENE APPUNTO DESCRITTO.
    CONOBBI ANDREA AD UN MOTOR SHOW A BOLOGNA,
    RICORDO CHE MI FERMO PER DOMANDARMI DOVE AVESSI TROVATO LA GIACCA DELLA MARLBORO CHE INDOSSAVO, GLI RISPOSI CHE MI ERA STATA REGALATA A MADONNA DI CAMPIGLIO DA UN AMICO DI MIO PADRE CHE LAVORAVA PER PHILIP MORRIS ITALIA DURANTE LO SVOLGIMENTO DELLA PREMIAZIONE CASCHI D ORO DI AUTO SPRINT.
    SCAMBIAMMO QUATTRO CHIACCHERE DA APPASSIONATI DI MOTORI, TUTTO QUA.
    LO INCONTRAI UNA SECONDA VOLTA IN DISCOTECA “LA ZANGOLA” A CAMPIGLIO, PASSAI UNA MEZZ ORA A BERE E CHIACCHIERARE CON LUI AL BANCONE DEL BAR.
    IL MIO AMICO CON IL QUALE MI ERO RECATO IN DISCOTECA SCOMPARVE E CHIESI AD ANDREA SE CORTESEMENTE MI POTESSE DARE UN PASSAGGIO VISTO CHE ERO RIMASTO A PIEDI, RICORDO CHE AVEVA UNA BMW, SE NON ERRO UNA 323, NEVICAVA E LA STRADA ERA GHIACCIATA, GLI DISSI DI FARE ATTENZIONE PERCHE LE CONDIZIONI DELLA STRADA NON ERANO DELLE MIGLIORI, MI GUARDO SORRIDENDO, PARTI E SEMPLICEMENTE RICORDO CHE AVEVA UNA GRAN TALENTO ALLA GUIDA.
    LO RINGRAZIAI E CI SALUTAMMO PER LA BUONA NOTTE.
    ESSENDO SEMPRE STATO UN APPASSIONATO DI MOTORI IN TUTTE LE SALSE, F1 RALLY MOTOCROSS ETC. ERO UN ASSIDUO ACQUIRENTE DEI VARI SETTIMANALI ROMBO MOTO SPRINT ETC.
    NON VOLEVO CREDERCI MA DOPO POCO TEMPO RICORDO CHE EBBI L AGGHIACCIANTE NOTIZIA DELLA SUA SCOMPARSA E DEL SUO GESTO ESTREMO DA AUTO SPRINT CHE TITOLAVA “AMARO VERNA”.
    QUESTA SERA DOPO UN PO DI VIDEO DI MOTORI SU YOUTUBE MI E TORNATO IN MENTE ANDREA, HO PROVATO A CERCARE QUALCOSA SU DI LUI E HO TROVATO QUESTO ARTICOLO AL QUALE AGGIUNGO LA MIA PICCOLA STORIA.
    CIAO ANDREA

    Mario Pelloni

    (26 aprile 2017 - 16:14)

    Luca, dopo la tua telefonata nella quale mi anticipavi la tua decisione di ricordare Andrea Verna, mi sono chiesto come l’avresti introdotto e raccontato….. Conoscendoti , non dovrei stupirmi quando leggo i tuoi racconti, ma così non è. Sei una continua e piacevole sorpresa. Sei stato un Pilota con la ” P ” maiuscola, sei un Autore con la ” A ” maiuscola ! Desidero ringraziarti per aver ricordato Andrea, con stile ed eleganza. Mario

      Teresio

      (21 luglio 2018 - 14:51)

      Mario, io sono proprietario dell’auto Formula Fiat Abarth che apparteneva a Piero Vivarelli. Mi piacerebbe sapere se ci sono delle foto di quel periodo perchè, volendo restaurare l’auto, vorrei verniciarla con i colori originali. Se mi potete dare un aiuto ve ne sarei molto grato. Grazie, Teresio

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