Con il cuore oltre

Le Mans Motogp – Qualifiche Indy 500. Moto ed auto  in un week end di Maggio. Che cos’hanno in comune? In apparenza niente, ma se non ci fermiamo davanti alle sole immagini che ci arrivano dallo schermo, se proviamo ad andare oltre agli aspetti tecnici, i tempi sul giro, le classifiche, è bello scoprire che sotto quei caschi, dentro quelle tute ci sono degli uomini. Ognuno con la sua storia, ognuno con le sue gioie, le sue ansie, le sue paure ed anche le sue sofferenze. Vedere un Nicolò Bulega che dopo la legnata che ha preso nella schiena, decide comunque di partire per la gara e terminarla tra mille sofferenze fa capire che, al contrario di quello che in molti pensano, i piloti non sono ragazzini viziati ed osannati ma credono in quello che fanno e lo fanno fino in fondo. Mi piace questo Franco Morbidelli mai sopra le righe, sempre estremamente modesto (e vincente), apprezzo gli sforzi di Fenati di frenare la sua esuberanza caratteriale e verbale: “sono caduto perché c’era l’olio, era meglio che avessero controllato per bene” poi si sente il “clac” nella testa e subito dopo: “no ho sbagliato io, sono un somaro!”. Bravo Fenny.  Zarco ha un grandissimo potenziale, non solo con la manetta del gas ma potrebbe diventare uno dei migliori comunicatori della Motogp. Al contrario di molti altri, quando scende dalla moto non è l’adrenalina a parlare per lui, sempre lucido e mai scontato. Mi piace. Bella gara di un ritrovato Pedrosa ed anche di Dovizioso.

Ma sarebbero tante le cose da evidenziare, Bagnaia, Pasini, di Giannantonio e tanti altri. Tifo italiano.

Eppure, questo fine settimana voglio accomunare due grandi piloti: Valentino Rossi e Fernando Alonso, due campioni affermati, due piloti che teoricamente non avrebbero niente da dimostrare. Remi in barca e facciamoci portare dalla corrente tanto la pensione dorata è assicurata.

Spostiamoci per un attimo in Indiana. Qualifiche della Indy 500. Le auto di Formula Indy sono molto differenti dalla F.1 ed il circuito, un ovale, permette medie sul giro superiori ai 370 kmh. Non si può pensare di affrontare una cosa del genere totalmente sereni. Un errore potrebbe costare molto caro: vedi cos’è successo a Sebastian Bourdais, pilota molto esperto, che è andato a muro riportando serie conseguenze mentre era il più veloce in pista.

Il crash di Bourdais durante le qualifiche della Indy 500

 

Alonso ha deciso di mettersi in gioco e lo ha fatto a modo suo. Andando veloce! Sempre tra i primi, nessun errore.  La voglia di primeggiare, l’istinto del pilota vincente. Nessun ragionamento… quel ragionamento che è stata l’arma migliore di Valentino Rossi per un’intera carriera. Oggi Maverik Vinales, grande pilota, ci ha fatto vedere un Valentino diverso dal solito. Due combattenti che hanno dato tutto ed i giri veloci a fine gara stanno lì a dimostrarlo.

Quando corri in stato di grazia, senti il mezzo, sei consapevole di essere veloce, senti di poter fare qualsiasi cosa e l’unico risultato che puoi accettare è la vittoria. Valentino oggi ha corso con il cuore, prima l’errore alla curva 8 e poi la non accettazione di una seconda posizione conclusasi con la caduta. Abbiamo visto un pilota dallo spirito combattivo intatto, niente conteggi per la classifica. O si vince o si perde. Oggi la manetta del gas della Yamaha n.46 non era collegata all’interno del casco AGV ma dentro la tuta della Dainese. In alto a sinistra.

Rossi ed Alonso due piloti con il cuore…oltre. Mi piace.

Dru

Autore dell'articolo: Luca

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