Enzo Ferrari e la pietra filosofale.

 

 

Enzo Ferrari e la pietra filosofale.

L’uomo rincorre la pietra filosofale da migliaia di anni. Alchimisti di ogni dottrina hanno passato un’intera vita a cercare di creare o scoprire quella che, ad oggi, rimane una leggenda. Si narra che la pietra (o amuleto) dalle proprietà magiche sia stata creata da un alchimista musulmano e solo nel 1330 scoperta da tal Nicholas Flamel,  ma nel tempo, è stato dimostrato tutto ed il contrario di tutto a sostegno di questa o quella tesi.  Quello che mette tutti d’accordo è che il magico oggetto,  avesse  proprietà favolose: donava l’immortalità, l’onniscenza e poteva trasformare tutti i metalli in oro. Quest’ultima capacità è quella che ha maggiormente acceso l’immaginario collettivo

Filosofi e storici hanno tracciato un’infinità di piste per ricostruire la storia ed andare alla caccia della rossa pietra. Si è scomodato persino Harry Potter.

Io, non per vantarmi, ma penso di aver trovato soluzione all’atavico dilemma.

La pietra filosofale era a Maranello ed è stata nelle mani  dell’alchimista Enzo Ferrari.

L’ing. Ferrari è stato definito in tanti modi ma alchimista gli calza a pennello. Ha saputo mescolare materiali, idee, persone e cose assumendo connotati mistici.

Era compito dell’alchimista arrivare alla trasmutazione dei metalli di base in oro (ad esempio con la pietra filosofale o grande elisir o quintessenza o pietra dei filosofi o tintura rossa): Enzo Ferrari c’è riuscito! E’ stato l’unico alchimista di successo anche se, purtroppo , la trasmutazione è avvenuta parecchi anni dopo la sua scomparsa.   Il risultato? Eccolo qua:

Ferrari 250 GTO ’62-‘64

250 era la cilindrata unitaria del 12 cilindri 3.000 cc. – GTO stava per Gran Turismo Omologata.

Auto destinata ai clienti sportivi per competere nelle gare dell’epoca. Auto vincente e di sicuro successo che ha debuttato vincendo la classe GT alla 12h di Sebring del 1962, ma dalla sua creazione ad oggi le alchimie sono state diverse.

Sotto la direzione tecnica dell’ing. Chiti, questo progetto era stato affidato all’Ing. Giotto Bizzarrini con l’obiettivo di migliorare la 250 SWB (passo corto) che stava mostrando i suoi limiti. Colpo di bacchetta magica ed a fine ’61 svanisce Bizzarrini e tutto lo staff tecnico. Subentra Mauro Forghieri e l’auto vede la luce. Per ottenere l’omologazione come Gran Turismo sono necessari 100 esemplari, un numero non a portata dell’ancora piccolo costruttore di Maranello. Con alchimie varie, la 250 GTO viene  proposta come estensione di omologa della 250 SWB ma, essendo un modello completamente nuovo, si sono confuse le acque registrando le auto prodotte con numeri di telaio non sequenziali riuscendo a gabbare l’autorità sportiva. Di fatto sono state realizzate 36 250 GTO con motore 3.000,  e solo tre (di cui solo due hanno corso) con motore 4.000 conosciute anche come 330 GTO . La costruzione era a livello artigianale e quindi ognuna aveva delle piccole particolarità che la differenziavano dalle altre. Prese d’aria, sfoghi, attacchi del portellone, fari ecc Altre alchimie. Di ognuna, ad oggi, è stata ricostruita la storia.

La magia più eclatante è avvenuta  ai giorni nostri e purtroppo il grande Enzo non ha potuto vivere il compiersi del prodigio: La Ferrari 250 GTO si è trasformata in oro!

L’auto più bramata dai collezionisti, quella con più fascino, il Santo Gral delle auto d’epoca.

Quando dico che si è trasformata in oro in realtà tendo a svalutarla.

Valore attuale dell’oro: 36.000 euro/kg

Peso delle 250 GTO: 880 KG

36.000×880= 31.680.000,00 di Euro.

Se fosse d’oro e venduta a peso, costerebbe oltre 31 milioni di euro…ed in effetti l’ultima venduta ufficialmente è stata pagata 38milioni di euro.

In realtà le sue quotazioni attuali sono più alte e passano i 50 milioni .

Enzo Ferrari, quindi,  è stato il vero ed unico grande alchimista di successo: in tanti ci hanno provato ma solo lui è riuscito a trasformare lamiera, ghisa, ferro, acciaio, alluminio ed una spruzzata di bronzo in oro massiccio.  E la 250 GTO non è stata neanche l’unica (anche se la più costosa), perché nella classifica delle auto passate di proprietà per le somme più alte, nelle prime 20,  ben 15 sono Ferrari e nessun altro costruttore ha in classifica più di un modello. Ci ha provato la Mercedes con la W196 ex Manuel Fangio, venduta per quasi 30 milioni di dollari. Altre sono belle, costose, inarrivabili,  ma là davanti c’è sempre lei: la Ferrari 250 Gran Turismo (quasi) Omologata.

 

Dru

Elaborazione grafica di Barbara Pagliarani

Autore dell'articolo: Luca

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