Forza Billy

Billy Monger 18 anni a Maggio, Inglese. E’ balzato all’attenzione del mondo intero a causa dell’incidente occorsogli Domenica scorsa sul circuito di Donington, mentre era impegnato in una gara del campionato inglese di Formula 4.

La sua auto montava una camera car che in quel momento, casualmente, era in diretta televisiva.

Un botto terribile, agghiacciante, nella sua cruenta immediatezza di eventi che non danno scampo e sotto gli occhi di tutti.

L’asfalto reso viscido dalla pioggia, un’auto in testacoda che riparte mentre arriva il gruppo di testa in battaglia serrata. Tutti vogliono vincere, tutti sono lì per vincere. La conformazione del circuito, con i suoi saliscendi rende la guida affascinante ma non aiuta la visibilità e quando segui un’auto da vicino, quando ne prendi la scia, ti affidi a quello davanti ma se quello davanti scarta all’improvviso perché vede un ostacolo imprevisto, per te è troppo tardi. Per Billy è stato troppo tardi. Troppo tardi per chiunque.

Un incidente grave ad un ragazzino di diciassette anni su una macchina da corsa, inevitabilmente fa uscire allo scoperto i “moralizzatori”, quelli che cavalcano l’onda, quelli che devono strumentalizzare tutti gli accadimenti per dire la loro.

Quasi in contemporanea è avvenuta una tragedia in mare nel porto della mia città: Rimini. Una barca a vela resa ingovernabile dalle condizioni del mare e, forse, per un’avaria al motore è finita tragicamente contro gli scogli dell’imboccatura del porto: quattro morti. Il popolo dei moralizzatori del web si è tuffato a capofitto. Tutti esperti marinai, tutti conoscitori del mare Adriatico, di come si governa una barca a vela, di come ci si approccia al porto in caso di mareggiata. E magari l’unica cosa che hanno fatto navigare è la paperella nella vasca da bagno.

Ci hanno provato anche con Billy. “Questi ragazzini sono lì solo grazie ai soldi di papà”, “A quell’età dovrebbero giocare con le macchinine”, “Non sanno quello che fanno”, “Ma come, non c’erano le bandiere?” e via andare…

Questa volta ci ha pensato il mondo del motorsport a rimetterli seduti e muti sul divano. Grazie. Tutti quelli che hanno un minimo di conoscenza delle dinamiche “racing”, hanno potuto solo affermare che è stata fatalità. Nessun pilota con nessun grado di esperienza avrebbe potuto trarsi d’impaccio. Peccato che l’”impaccio” sia costato le gambe a questo ragazzino. Novanta minuti per estrarlo dall’auto, quindi con estrema delicatezza, diverse ore per cercare di rimediare alle troppe fratture causate dal cambio dell’auto ferma che è letteralmente entrato nella scocca. Scocca, ricordiamolo, che a differenza di tanti campionati di F.4, non è dell’italiana Tatuus come qualcuno ha detto, ma della francese Mygale. Non che faccia differenza, ma per onore di cronaca. Dopo aver preso piena coscienza dell’ineluttabile, i medici hanno dovuto procedere con una doppia amputazione. . Se fosse accaduto con un’auto della generazione precedente e senza collare Hans, forse saremmo a piangere una vita spezzata.

Ora la vita di questo ragazzino è cambiata. Dal mondo del motorsport si è riversata su di lui una grande manifestazione di affetto. Il motorsport, quello vero, ha capito la sfortuna che ha colpito questo ragazzo e si  è stretto intorno a lui ed alla sua famiglia. La raccolta fondi, per aiutarlo a ricostruirsi una vita, sta viaggiando a gonfie vele scomodando anche campioni della F.1.  Per contribuire (anche con solo 10 sterline) o verificarne i risultati raggiunti fino ad ora, questo è il link:

Raccolta fondi per Billy

Certo, per contro, che cavalcare l’onda del sensazionalismo per avere più “click” è da vere merde. Riporto dal sito del Corriere che ha pubblicato il video dell’incidente. Titolo: Billy Monger non riesce a frenare e si schianta contro l’avversario. “Il pilota Billy Monger tenta una serie di sorpassi quando all’improvviso piomba senza quasi vederla sulla monoposto che lo precede. Monger, 17 anni,  viene estratto dalle lamiere dopo 90 minuti. Le immagini sono state riprese dalla telecamera sul casco del giovane pilota.”  Sarò cattivo, sarò classista, sarò quello che volete ma se si vuole parlare di qualcosa bisogna conoscerlo. Io a questo tirerei due sberle di quelle giuste, almeno la lamiera la usano per tenergli insieme il cranio. Ha fatto passare il pilota inglese per un deficiente, che rabbia.

Billy Monger, a dispetto della sua giovane età, è alla sua quarta stagione di gare automobilistiche, la seconda con la F.4 più una lunga carriera con i kart. Non lo conosco personalmente ma da tutti descritto come un bravissimo ragazzo, con una grande passione. Due gambe amputate sotto al ginocchio. Verrebbe da dire: “vai che la vita è bella, puoi fare ancora tante cose”. Difficile.

Non possiamo non paragonarlo al nostro Alex Zanardi. Pur conoscendolo bene, avendoci corso insieme, frequentato la sua casa, la sua famiglia, avendoci lavorato a contatto di gomito, dopo il terribile incidente del Lausitzring, io mi sono nascosto. Non mi sono fatto sentire, non gli ho mandato messaggi d’incoraggiamento, non lo sono andato a trovare. Non me la sentivo, la vedevo come una cosa troppo grande, una tragedia inaffrontabile. Non mi andava di mentirgli. Invece Alex mi ha smentito con la sua caparbietà, con il suo spirito indomito. E’ diventato un vero e proprio riferimento per tante persone ed è stimato in modo univoco nel mondo intero ed è proprio per questo, che ora, con questo esempio sotto agli occhi mi sento di dire: “vai Billy, conquista il mondo! Sei un front runner e sono sicuro che hai un cuore grande. Ti mancherà qualche pezzo ma un cuore grande non trova ostacoli !” .

Dru

Autore dell'articolo: Luca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.