La biella e la bestia.

Forse l’ultima immagine del mio motore PCR a disco rotante. Telaio Birel T7

La biella e la bestia.

Quando un amico mi chiese: “dove hai messo il tuo motore PCR?” Capii che sarebbe stato difficile dargli una risposta.

Nella 100 Avenir si correva con motori a disco rotante. Secondo me la vera essenza del kart. Con mille sacrifici mi ero comprato un motore PCR nuovo nuovo che tanto bene stava facendo sia a livello nazionale che internazionale. Se non ricordo male, era un corsa quadra e quindi con alesaggio-corsa di egual misura e con l’erogazione  caratteristica di questa tipologia di motori.   Ci avevo abbinato un telaio Birel T12.

Il problema del mio PCR era la biella. Sempre problemi, sempre nei rotti. Odiavo il rumore che faceva quando rompevi la biella, anche perché erano sempre spese importanti per ripararlo. Ad un certo punto, decido di fare l’investimento grosso e lo porto, dopo l’ennesima rottura, direttamente in fabbrica alla PCR per una revisione completa, sostituzione della canna del cilindro, pistone, cuscinetti e  dell’ennesima biella. Fortunatamente fino a quel momento i carter si erano salvati. Mi ridanno il motore che sembra un gioiellino.   Decido di iscrivermi alla gara di Vado, vicino a Bologna, un kartodromo che oggi non esiste più.  Utilizzo un vecchio telaio Birel T7 con pinza meccanica preso in prestito da un amico.  Dopo l’opportuno rodaggio del mio bel PCR, incomincio a tirare e nel rettilineo davanti ai box… SGNACK… ancora la biella.  Questa volta mi incazzo come una pantera. Trascino il kart tirandolo dal paraurti posteriore fino a dentro il paddock, non mi tolgo  neanche il casco, quasi ribalto la cassetta degli attrezzi, prendo la mazzetta da mezzo chilo ed incomincio a distruggere il motore a martellate.   Quando la furia incomincia a placarsi, raccolgo da terra i pezzi di alette, li autografo con un pennarello blu e li regalo ai curiosi intervenuti sul posto.  A quel punto, con più calma, tolgo quel che rimane del motore dal telaio, smonto l’accensione e la bobina, che possono sempre servire, e raccolgo i pezzi in giro.  I pezzi vado a buttarli in tre o quattro bidoni diversi dislocati nel paddock, questo per essere sicuro che non si “rimettano insieme”,  poi prendo il povero PCR devastato, mi avvio verso le spalle della zona box  dove passa il fiume Setta e con un bello slancio ce lo butto dentro.   La gente guardava divertita e seguiva  il mio motore che, dopo una breve parabola, raggiungeva il fondo del fiume.  Ciao ciao PCR, finalmente hai finito di rompermi le … bielle!

Adesso vallo a spiegare dove ho messo il mio motore PCR.

                                                  Dru

Autore dell'articolo: Luca

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