La Domenica dei bravi ragazzi.

 

 

In un periodo dove politica, immigrazione, delinquenza, l’incertezza economica e tante altre cose fanno di tutto per non farci sentire fieri del nostro paese, oggi, finalmente, possiamo sventolare la bandiera italiana e sentire il petto gonfio di orgoglio. Forse il nostro vituperato paese ha superato di un botto tutti i problemi? Sicuramente no e domattina si tornerà a tribolare ed a preoccuparci per il futuro nostro e dei nostri figli ma per oggi, lasciateci godere, in fondo siamo solo il piccolo mondo dei “patiti del motore”. Ci hanno propinato per decenni il calcio come “oppio dei popoli” ma dal calcio non vogliamo prendere esempio, anzi… spesso mal digeriamo la commistione di tifosi. Il vero appassionato di motori è quello che in una competizione sportiva applaude il più bravo, è quello che riconosce e premia il talento, la voglia di vincere. Spesso anche al perdente, se viene riconosciuto l’impegno, viene offerto il giusto riconoscimento.

Oggi al Mugello si è vissuta una giornata fantastica incominciata con la Moto3. Andrea Migno da Saludecio a tagliare per primo il traguardo davanti ad una mandria di tori inferociti: 21 piloti in poco più di tre secondi. Se consideriamo che sono 27 i piloti che hanno tagliato il traguardo, praticamente hanno fatto la gara tutti insieme. E quand’è così chi vince? Chi può vincere? Il più fortunato? Il più tecnico? Il più veloce? Come sempre per vincere ci vogliono un insieme di cose ed oggi Migno è quello che le aveva tutte. Non più un esordiente, un talento sempre pronto a sbocciare ma i due podi del 2016 non avevano ancora detto tutto di lui. Mancava la vittoria e spero che oggi, per Andrea, sia uno “sblocco” che gli permetta di far valere il cuore da vincente che oggi ha mostrato a tutto il mondo. Di Giannantonio, pur avendo perso per mezza moto, anziché prendere a cazzotti il serbatoio si è subito complimentato con l’avversario e mi sono sembrati complimenti sinceri e non di circostanza. Bravo. Ma attenti perché dietro a Migno e Di Giannantonio sono in tanti i piloti italiani pronti a piazzare la zampata vincente, a partire da Bulega che, visto quanto è penalizzato dalla sua altezza soprattutto in partenza, spero il suo staff incominci a pensare al passaggio in Moto2 per la prossima stagione.

Già…Moto2, altra bella favola. Quel Mattia Pasini, vincente in passato, poi dimenticato a più riprese e poi ripescato da chi gli ha dato fiducia. Una generosità alla guida che spesso l’ha portato a baciare l’asfalto ma oggi il Mugello era tutto per lui. Come spesso si dice in gergo: faceva quello che voleva. Su quella moto Blu, oggi danzava uno strano essere: una sorta di cuore gigante con due attributi altrettanto giganti. Oggi l’uomo non c’era, il pilota (umano) mantiene sempre una scorta di raziocinio ed è soggetto ad emozioni. Un pilota, che dopo aver praticamente dominato per tutta la gara, si vede sfilare da due moto nel rettilineo all’inizio dell’ultimo giro normalmente reagisce in due diversi modi: sconforto > ho fatto tutto quello che potevo, oppure rabbia >  piuttosto che arrivare dietro mi stendo. Quello che ha fatto Valentino a Le Mans. Il Paso oggi è andato oltre, è rimasto lucido,ha aspettato il momento giusto, ha fatto le sue linee strette per rimanere vicino, li ha messi nel mirino e là dove sapeva essere irresistibile … li ha fatti secchi. Applausi a scena aperta. Un gigante. Per lui quasi una liberazione, voleva questa vittoria, la voleva e la doveva al suo amico Sic. E’ stato bello vedere anche l’emozione di papà Luca. Bello, molto bello. Grazie.  Il Morbido ha fatto una gara intelligente, punti importanti da mettere in tasca per il campionato

.

MotoGP, che dire? Io quando vedo gli umili, quelli che sono anche troppo a basso profilo, vincere… mi emoziono. Vedere un Petrucci a caccia del primo posto è stato bellissimo. Vinales si conferma come candidato n.1 al titolo mondiale. Valentino non era in forma splendida, anche se pensavo si fosse tenuto una riserva per gli ultimi giri, Lorenzo ha sognato per qualche giro e non mi è dispiaciuto vederlo davanti,  Marquez si è trovato a lottare dove normalmente non è, a conferma che quando non c’è la moto, il talento non basta. Crutchlow, quando non cade da solo lo tirano giù ed a momenti mette le mani addosso al povero Pedrosa che a me, fa tenerezza e spero di rivederlo nuovamente in alto. Zarco da rivedere.   Ma in cima alla lista: Andrea Dovizioso (Italia) su Ducati (Italia) a vincere il GP d’Italia. Bingo!

Tutti felici, anche le tribune di giallo vestite hanno riconosciuto l’impresa del Dovi tributandogli il giusto applauso. Un pilota, un professionista che ha sempre lavorato duro mettendo il proprio ego in un angolo  e ben tenuto a bada, anche quando avrebbe potuto sparare raffiche ad altezza uomo. Mi dispiace che a livello di compenso, in Ducati valutino il suo apporto quasi un decimo di quello di Lorenzo.

Tre categorie, tre vincitori italiani e tre modi di festeggiare: straripante quello di Migno, bravo ragazzo ben voluto da tutti e tutti si sono stretti intorno a lui (Valentino l’ha stretto talmente tanto che penso si conteranno i lividi). Evidente che sognava questo momento con un certo ardore. Sornione Mattia Pasini, questa vittoria la voleva, si è fermato sulla pista per un momento personale di raccoglimento, per dedicarla a chi sapeva lui. Moderato e sobrio Andrea Dovizioso.

Sicuramente tutti e tre felicissimi ma hanno fatto felici anche noi, piccolo popolo del motore ed adesso lasciatemi per un attimo godere di un piccolo momento di campanilismo:

Andrea Migno: Saludecio

Mattia Pasini: Riccione

Andrea Dovizioso: Forlì

I romagnoli lo fanno meglio…parola di Romagnolo!

Dru

P.s. Visto che in F.1 c’è aria di rinnovamento, spero che gli attuali “capi”, oggi, si siano fatti un giretto al Mugello.

 

 

Autore dell'articolo: Luca

1 thought on “La Domenica dei bravi ragazzi.

    paolo

    (4 giugno 2017 - 21:43)

    come al solito articolo da “CLAP” “CLAP” “CLAP”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.