Nicoooo, spostati che passa Cecotto.

Nico Rosberg

Possiamo considerare Nico Rosberg un (ex) professionista? Un pilota?

Come non potremmo, è il campione del mondo in carica della Formula 1, la massima espressione dell’automobilismo.

Eppure…

La sua carriera è una linea retta, precisa, calcolata perfettamente: Kart (nel paese leader, ovvero l’Italia) una categoria propedeutica (Formula BMW)   una categoria più professionale (Formula 3) l’anticamera della F.1 (GP2) , Formula 1 > World Champion > Stop. Più che un’opera d’arte sembra il progetto di un architetto che usa solo il righello. Linee tese, dirette.  L’impatto è sicuramente d’effetto, un’opera funzionale ed accattivante che dopo qualche minuto, non ha più niente da dirti.

Al contrario, prendiamo un’opera d’arte… naif ? Per dirne una.

L’artista naif esprime il proprio estro in modo istintivo, dipinge più per se stesso che per piacere agli altri. Spesso non è sorretto da una formazione tecnico/scolastica e quindi prospettiva, proporzioni e composizione possono lasciare a desiderare ma l’insieme esprime poesia. Prevale il talento.

Tu puoi passarci delle ore a capirne i colori, le sfaccettature, le scene raffigurate. Ogni volta scopri particolari nuovi, cerchi di capire l’artista, cosa ha voluto esprimere e come l’ha espresso. Mai banale, mai monotono.

Nico Rosberg “l’architetto”: in Formula 1 per undici stagioni, 1590 punti e 23 vittorie

Johnny Cecotto “il naif”: in Formula 1 per “quasi due stagioni”, 1 punto nessuna vittoria.

Confronto improponibile, sono il primo a dirlo. Epoche diverse. Nico ha guidato macchine vincenti, Johnny no. Nico è rimasto in F.1 per undici stagioni Johnny quasi due.

Eppure, se mi chiedete chi è più “Pilota” dei due, non ho dubbi: Johnny Cecotto .   

Rosberg ha cavalcato la linea retta tracciata per lui da altri. Primo fra tutti il Keke World Champion. Mai una divagazione, mai una sbavatura. Troppo asettico.

Cecotto ha fatto del motorsport. Avrei potuto scegliere tra tantissimi piloti naif ma avrei rischiato di andare troppo indietro nel tempo. Non ho voluto scomodare il recentemente scomparso John Surtees che ha corso in un periodo dove passare dalle auto alle moto e viceversa, era cosa più normale e lui è stato indiscutibilmente  il più grande a farlo vincendo titoli in moto (sette) ed in Formula 1 con la Ferrari.   Altri tempi.

Il mio concetto di pilota naif: una volta i piloti non avevano problemi a correre in F.1 e la settimana dopo la Targa Florio. Erano in diversi che già correvano in F.1 ma ogni tanto si concedevano qualche gara in F.2. Alternavano monoposto ad altre auto impegnative come le “gruppo C” in gare altrettanto impegnative come la 24h di Le Mans. Collaudi, sviluppi.   Mestiere Pilota e quindi piloto quello che mi danno da guidare.

Ed allora chi meglio di Johnny, che ha saputo primeggiare sia sulle due che sulle quattro ruote. Per me uno dei piloti più naif perché nella vita ha saputo esprimere il suo talento con un insieme di mezzi molto diversi uno dall’altro (i colori), la sua formazione non è stata a base di simulatori, coach driver ecc., non ha avuto problemi ad eleggere il suo domicilio là dove i motori lo portavano. Ripeto, non è stato l’unico ma un campione del mondo di motociclismo (due volte) che salta direttamente sulla formula 2,  nel giro di poco rischia di vincerne il campionato con la March (secondo per un punto) e rapidamente arriva in Formula 1 … ha degli attributi belli grossi , soprattutto in considerazione del fatto che erano già tempi di specializzazione e l’improvvisazione era morta da tempo.  Nel motomondiale ci è arrivato dal Venezuela in sordina nel 1975, diciannove anni, con un micro team ed alla prima apparizione in Francia ha vinto sia nella 250 che nella 350. A fine anno sarà campione del mondo della 350 interrompendo il dominio di Giacomo Agostini, titolo che doppierà nel ’78 nella classe 750.

Dopo qualche brutto incidente passa alle auto. Un assaggio nel 1980  e dopo due stagioni in F.2 approda in Formula 1 da vicecampione F.2 del 1982 (March/BMW)  con la poco competitiva Theodore per passare l’anno successivo alla Toleman come compagno di squadra di Ayrton Senna. Quando la sua carriera in F.1 sembra poter decollare, il destino lo mette a dura prova. Il 20 Luglio del 1984 durante le prove del GP d’Inghilterra a Brands Hatch,  la sua auto, che non era mai stata collaudata, sbanda improvvisamente ed urta il guard rail con molta violenza. Johnny si ritrova con le gambe distrutte ed un durissimo anno di riabilitazione da affrontare.

L’abbandono delle monoposto è la logica conseguenza per motivi fisici ma da lì in avanti non si risparmia.  Superturismo, GT, DTM, V8 Star, Procar, Le Mans chi più ne ha più ne metta.  Oltre 400 gare e tanti titoli che sarebbe difficile e noioso elencarli. Pilota principalmente BMW ma anche Mercedes, Volvo, Opel, Ferrari, McLaren senza disdegnare Porsche e Seat.  Un PILOTA!

Johnny con uno dei suoi tre figli: Jonathan

Ancora lo trovate sui circuiti a seguire le gesta dei figli Johnny jr. e Jonathan e proprio quest’ultimo, di recente, mi ha fatto vedere un on board di suo papà al Nurburgring in occasione di una rievocazione. Sotto al sedere una delle sue gloriose M3 4 cilindri, nel sedile… ancora un animale da gara con grinta da vendere.

Nico Rosberg: F.BMW, Formula 3, GP2, Formula 1 > world Champion: prendi il bottino e scappa.

Il numero di gare ed i ritmi attuali della Formula 1 non permettono nessun altro impegno ma tu, Nico, avevi ancora tanti anni davanti per farci vedere “qualcosa” nel DTM, nel WEC, nell’IndyCar o dove volevi tu, ed invece ci hai tradito. Goditi la vita e la famiglia, giustamente hai detto che c’è altro da fare oltre che girare in tondo in una pista. Vai e divertiti… ma sul mio striscione c’è scritto “ Viva Cecotto”…e quelli come lui.

Se poi cambierai idea, ti accoglieremo a braccia aperte, in fondo a me, non dispiacevi.

 

Dru

Autore dell'articolo: Luca

4 thoughts on “Nicoooo, spostati che passa Cecotto.

    Lorenzo Uttini

    (18 marzo 2017 - 13:03)

    Contrariamente a quanto Paolo posso pensare concordo con Luca, Cecotto è un vero “racer”, con uno spirito agonistico eccezionale. Per quanto riguarda il campione del mondo in carica, posso dire di non essere Nico dipendente, ma obiettivo nel valutare i due pesi e due misure applicate sempre a vantaggio del l’inglese (che dal punto di vista del puro pilotaggio è chiaramente un fuoriclasse).

    Fabio Mancini

    (18 marzo 2017 - 7:23)

    Non ho dubbi scelgo Cecotto, mio ex compagno di squadra in BMW, letale corretto e disponibile. Mi portó a fare un giro sul vecchio ring con una M3 stradale…..ci aveva corso anche con la moto. Grande Johnny.

    Riccardo Gengotti

    (17 marzo 2017 - 13:01)

    ciao Luca, tra i piloti naif ci metto anche un certo Luca Drudi, la tua analisi è perfetta ma io sono convinto che un anno o due e Niko ritorna, probabilmente il DTM …..

      paolo

      (17 marzo 2017 - 23:04)

      Luca mi stupisci sempre di più, hai una precisissima finezza nello scrivere, non so se il tuo compare ( Lorenzo Uttini ) sarà in accordo su quanto hai scritto perchè è un Rosberg-dipendente ma concordo pienamente con te. A proposito di Cecotto mi vengono alla mente due cose , una è una battuta che sentii dopo la sua vittoria a Misano che cita: Agostini in un autogrill : Mi fa un panino col prosciutto crudo, il barista lo guarda e risponde: mi dispiace ma oggi il prosciutto C’E’ COTTO.
      l’altra invece fu quando a Lugo, dove veniva frequentemente in quanto avendo corso con la scuderia DIEMME aveva rimasto molti amici, gli chiesero perchè davano a Senna , che all’epoca era ancora sconosciuto ai più, la macchina migliore e lui rispose: forse se c’è una macchina migliore è la mia , il guaio e che lui va più forte anche se io ho anche già un anno di F1 alle spalle. Da apprezzare in pieno

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