Pierino cammina cammina.

Le Mans 1969.

L’arrivo vittorioso di Jacky Ickx seguito dalla 908 di Hans Hermann

 

Il prologo della gara è scandito dalle polemiche relative alla Porsche 917 che secondo i concorrenti rivali, si avvantaggia con un dispositivo non omologato. Un alettone mobile. L’allora Commissione Sportiva Internazionale decreta la regolarità dell’auto tra il malcontento generale.

La questione “Porsche” non è l’unica che tiene banco. Viene contestata dai piloti,  anche la sicurezza della partenza stile Le Mans. Le auto schierate a lisca di pesce lungo il rettilineo di partenza ed i piloti dal lato opposto. Al via, scattano verso le auto correndo a piedi. In molti per partire più velocemente, tralasciano di allacciare le cinture.

In segno di protesta, Jacky Ickx al segnale di start, non corre verso la sua auto (Ford GT40 Ickx/Oliver) come tutti gli altri piloti, ma cammina normalmente. Si allaccia con calma le cinture e parte. Naturalmente sarà l’ultimo a lasciare la griglia di partenza, ma dopo 24 ore di gara, taglierà per primo il traguardo con solo 1,9 secondi di vantaggio sulla Porsche 908 guidata da Hermann che correva in coppia con Larrousse. Le nuove Porsche 917 ufficiali, dopo aver dominato le qualifiche e gran parte della gara, devono alzare bandiera bianca. Problemi di lubrificazione e soprattutto di frizione. In particolare la 917 n.12 di Elford/Attwood  che sembrava avviata alla vittoria con ottimo margine, si deve ritirare   quando mancano meno di tre ore alla fine.  Le sorti della Porsche sono rimaste in mano alla 908 che ha visto Hermann piegarsi ad un arrembante Jacky Ickx nelle battute finali.

 

La Porsche, oltre ad essere stata battuta dalla Ford GT40, si ritrova suo malgrado al centro di un’ulteriore polemica. Al primo giro della gara, una 917 privata esce rovinosamente di strada ed il suo pilota, John Woolfe muore sul colpo. Woolfe era un pilota gentleman che, con l’acquisto della nuova Porsche 917 cercava il salto di qualità. Qualità che purtroppo non aveva dimostrato nella guida di un’auto così potente e veloce. Sintomatico il fatto che il suo compagno in quella gara, un altro gentlemen di nome Digby Martland, dopo le prime prove aveva preferito dare forfait perché riteneva l’auto troppo impegnativa. A quel punto la Porsche viene in aiuto a Woolfe mettendogli a disposizione uno dei suoi piloti: Herbert Linge. Rimangono tutti stupiti quando Woolfe decide di prendere personalmente il via della gara, il momento più impegnativo e pericoloso. Q

Una delle ultime immagini di John Woolfe.

uesto avviene perché il pilota inglese trentaduenne, voleva essere sicuro che gli amici ed i parenti venuti dall’Inghilterra, lo vedessero in gara. Cosa che non sarebbe accaduta se con il suo compagno alla guida, l’auto si fosse ritirata nella prima ora. Purtroppo, dopo una buona partenza ad un ritmo che non gli apparteneva, Woolfe non riusciva a completare neanche il primo giro. Alla curva di Maison Blanche perde il controllo dell’auto ed urta ad alta velocità il terrapieno. La Porsche 917 esplode in mille pezzi. Parte del serbatoio incendiato finisce sotto la sopraggiungente Ferrari 312P di Chirs Amon. Anche la Ferrari prenderà fuoco ed Amon si salva gettandosi dall’auto ancora in movimento. Questo momento segnerà la fine del pilota inglese John Woolfe, sbalzato dalla vettura e morto all’istante. E’ quasi certo che per partire più velocemente non avesse allacciato le cinture. La Porsche viene accusata di vendere auto troppo performanti ed estreme a piloti non all’altezza.

 

Quello che rimane della 917 di Woolfe.

 

La Porsche aveva costruito 25 esemplari della 917 per ottenere l’omologazione necessaria per partecipare alle gare. Naturalmente non tutti servivano per la squadra corse ufficiale e così alcuni venivano venduti. Questo aiutava anche a rientrare parzialmente dell’importante investimento sostenuto per realizzarla. Le riviste dell’epoca parlavano di un investimento pari a 10 milioni di euro attuali. Il prezzo di vendita della 917 per i privati, era di 140.000 Marchi Tedeschi equiparabile a circa 230.000 euro attuali.

Il 1969 fu l’ultimo anno delle partenze “stile Le Mans”.

Se qualcuno si fosse chiesto come mai nelle Porsche, la chiave di avviamento è sulla sinistra del cruscotto, il motivo è proprio nella partenza stile Le Mans. Con la chiave a sinistra, i piloti potevano accendere l’auto e contemporaneamente, con la destra inserire la marcia. Questo gli permetteva di partire più rapidamente e nel tempo è rimasto un segno distintivo della casa tedesca.

A proposito di Porsche, è curioso annotare il fatto che pierino la peste (Jacky Ickx) quell’anno,  rientrando a casa dopo aver battuto la Porsche in pista, ha sbattuto la sua contro un palo telegrafico. Per evitare un auto contromano, è stato protagonista di un incidente abbastanza serio dove ha distrutto la sua 911. Qualcuno aveva titolato: Ickx distrugge le Porsche, in pista e fuori. 

  

Autore dell'articolo: Luca

1 thought on “Pierino cammina cammina.

    Francesco

    (14 febbraio 2017 - 20:49)

    Complimenti Luca sei una vera enciclopedia dell’automobilismo sportivo.
    Trovo molto interessanti i tuoi racconti

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