Pilota senza ali. Siegfried Stohr

Pilota senza ali. Quella non era la mia Formula 1: di Siegfried Stohr

Conosco e collaboro con Siegfried da quasi 30 anni. Persona competente, profonda, dotata di grande acume ma con alcuni “spigoli” che a volte lo rendono difficile.

Capace di generosità estrema così come di sfuriate clamorose per un nonnulla.

Nella sua generosità ha voluto, con questo libro, regalarci tanti aspetti personali.

Una rivisitazione di quella che è stata la sua Formula 1 nel 1981 e non solo. Una sorta di outing dettato dall’età matura che offre nuovi punti di vista. Non è una raccolta di dati, di classifiche, di riscontri meramente oggettivi ma è piuttosto un viaggio introspettivo in quello che per un periodo è stato il suo mondo. Catapultato in Formula 1 dai risultati ottenuti nei cosiddetti campionati minori (F.Italia, Formula 3, Formula 2), si è ritrovato in un mondo che non sentiva suo. Senza nessuna volontà di omologarsi ad un ambiente che viveva più di esteriorità ed interessi piuttosto che di meritocrazia e sport,  Siegfried si è ritrovato molto rapidamente ad occuparsi di altro ed apparentemente senza tanti rimpianti.

L’alpinismo, la creazione della scuola di guida sportiva e sicura, la sua attività di giornalista sono stati il suo approdo. Ad oggi, leggendo le sue riflessioni e conoscendolo di persona, verrebbe da dire che forse ha sbagliato epoca. Si sarebbe trovato a suo agio in una Formula 1 che  era già passata. Quella che l’aveva appassionato.  Quella degli anni 50/60, quella dove sapevi che partivi da casa per una gara, ma non era così sicuro che ci avresti fatto ritorno. Follia? Sicuramente no, ma consapevolezza che quelle erano gare fatte da uomini. Gare dove si viaggiava con la F.1 sul carrello e si mangiavano i panini seduti sulle taniche di benzina.  Gare dove il concetto di velocità evocava una eroica poesia.

Quando ci parli o lo leggi, ti rendi conto che il “fuoco” nei suoi ricordi si abbassa man mano che cresce la categoria di cui racconta. Dalla passione cieca delle gare in kart fino al quasi “cosa ci faccio qui?” della Formula 1.  Il talento, indiscutibile, l’ ha lanciato; ma quando si è ritrovato in alto, si è accorto di non avere le ali ed allora… si è aggrappato ad una montagna.

Dru

Quando    mi ha consegnato il libro mi ha detto: “prima leggilo tu e poi decidi se farlo leggere a tuo figlio Mattia”.

Pilota senza ali. Quella non era la “mia” Formula 1.

Siegfried Stohr

Editore Fucina

 

 

Autore dell'articolo: Luca

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