Prove F.1 ed io dico la mia. GP Australia.

Magari quest’anno la F.1 mi piace…chissà.

Se guardiamo solo i numeri, le classifiche, saremmo portati a dire: niente di nuovo sotto al sole. Hamilton là davanti, pole position, scende dalla macchina, si specchia per essere sicuro di essere bello nelle foto. Niente di nuovo. La Ferrari insegue, le (la) Red Bull sono lì, niente di nuovo.

Io invece ho trovato tanti spunti interessanti.

Le macchine sono veramente veloci, belle con i “gommoni” Pirelli, come al solito troppe appendici aerodinamiche ma tanto, alla prima curva saltano via e le macchine vanno uguali e sono più belle. L’impressione è che gli errori si paghino ed in alcune piste, o curve, si potrebbero pagare anche cari.

Hamilton ha una classe indiscussa ed alla Mercedes, con la scelta di Bottas, gli hanno messo il giusto “pepe al culo”. Quando sarà pronto, Bottas tirerà fuori gli artigli e per primeggiare, Lewis dovrà fare altrettanto.  La Ferrari? Niente male. Sembra che la macchina sia sana. Bisogna valutare il degrado delle gomme in gara ma la base è molto solida. Più di tutti gli ultimi anni.

Le attuali F.1 sono macchine da piloti veri. Se riuscite a trovarlo, paragonate il camera car del giro di qualifica di Stroll con quello di Massa. Massa arriva, imposta un certo angolo di sterzo e percorre la curva praticamente senza muoverlo. Stroll è in continua correzione, sembra non prevedere bene che traiettoria prenderà la macchina, tra l’altro, girando due secondi più piano di Felipe. Grande insicurezza. In PL3 ha pagato con un altro incidente ed in qualifica con un risultato molto mediocre. Sicuramente si rifarà ma con ancora qualche sfiga, rischia di diventarmi pure simpatico.  Ricciardo: macchine veloci, macchine difficili e forse imprevedibili. Grande sovrasterzo, grande botta, quasi come una volta. Grojean ha fatto un buon lavoro con la “Ferrarina” e Verstappen  è lì dove dovrebbe essere come il buon Felipe. Buoni segnali dalla Toro Rosso.

Piango per Fernando. Alonso non si merita delle stagioni così degradanti. Apprezzo il fatto che, comunque, mantenga una certa signorilità nelle sue esternazioni. Non posso sapere se poi distrugge l’hospitality a colpi di mazza, però in pubblico mantiene la calma. Chiaramente qualche frecciatina gli scappa, come nel team radio di fine qualifica: “sono stato bravo, di più non si può fare”. Grande anche quando gli hanno chiesto se riusciva a fare la tal curva in pieno. Gli ha risposto. “Con questo motore le faccio tutte in pieno…”

Ragazzi, ci sarebbe da organizzare una piccola spedizione; dobbiamo “convincere” Wehrlein ad aver il mal di collo per tutta la stagione.   Che bella favola quella di Giovinazzi!  Va a dormire dopo una giornata passata a guardare gli altri, a sentire Vettel e Raikkonen che fanno briefing tecnici, a farsi molestare dagli intervistatori di SKY che gli fanno sempre le stesse domande, a cui lui risponde dando sempre le stesse risposte anche tre o quattro volte di fila, poi si sveglia e… guarda il cellulare. Svariate notifiche, messaggi, ma uno è quello che può cambiare la vita: da Monisha “muovi il culo e vieni a fare la posizione di guida, Pascal out, Antonio in.” Io penso che Antonio si sia sfregato gli occhi per essere sicuro di aver letto bene. Prima chiamata al suo manager Zanarini: “ma è vero?” “muovi il culo!”  Seconda chiamata ad Arrivabene: “posso?” “muovi il culo!”  ed il grande Antonio il culo l’ha mosso talmente svelto che, a parte le righe nere lasciate a terra uscendo dal parcheggio dell’hotel ancora in pigiama,  ha dato dimostrazione di essere un grande pilota pronto ad un impegno stabile in F.1.   L’Italia tifa per te, forza Antonio, fai vedere il tuo potenziale e vediamo se hanno il coraggio di lasciarti a piedi. Nessuno ti chiede miracoli ma uno l’hai già fatto: UN ITALIANO DI NUOVO IN F:1!! Grazie Antonio!!

Dru

P.s. chi viene con me a “trovare” il povero Pascal Wehrlein?

P.P.S. Spero che la nostra federazione non si “faccia grande” per l’arrivo di un Italiano in F.1 grazie alla nostra scuola. Zitti e muti altrimenti stavolta m’incazzo per davvero.

 

 

Autore dell'articolo: Luca

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