Se la F.1 dorme, butta un petardo.

Da sempre, le notizie che vengono divulgate il primo di Aprile vanno analizzate con molta attenzione, il rischio del prosaico pesce attaccato alla schiena è sempre in agguato.

Una notizia, però, mi ha tenuto con lo sguardo puntato sul monitor più a lungo delle classiche “notizie riempitivo” oppure, vista la giornata, della bufala. Per essere sicuro di quanto leggo, mi sono reindirizzato direttamente sul sito della Federazione Internazionale dell’Automobile .

Consiglio della FIA, sullo scranno il presidente Jean Todt ed al suo cospetto i rappresentati delle autorità sportive, i responsabili della gestione Marketing F.1, gli attuali costruttori di power unit e quelli potenzialmente interessati.  Di cosa si parla? Dell’evidenza!

Ad oggi le power unit sono complicate, costose, costringono i piloti a pensare come ragionieri e non come gladiatori nell’arena, e vogliamo parlare del rumore? Non ne parla nessuno e sapete perché? Dormono tutti.  Quei bei rumori lancinanti dei vecchi 12 cilindri Ferrari, Matra, BRM/16 od anche solo dei V8 Cosworth… col cavolo che dormivi, pelle d’oca come un cappone appena spennato per andar nel forno.

Ed ecco che forse si muove qualcosa e sembra pure che siano tutti d’accordo.

Obiettivi per il 2021:

Il desiderio di mantenere la F.1 all’apice della tecnologia applicata al motorsport, senza perdere di vista l’obiettivo di creare know how “spendibile” nella produzione di serie. Bene

Sforzarsi di creare power unit, anzi basta power unit, motori più semplici, poco costosi da produrre e  da sviluppare  e che siano potenti. Bene bene.

Motori che permettano ai piloti di “tirare” per tutta la gara senza pensare troppo ai consumi. Molto bene.

E…. udite udite, che siano più rumorosi. Fantastico.

Sembra quasi che qualcuno abbia tirato un petardo bello grosso in un dormitorio di anziani. Si sono svegliati!

La scorsa settimana ero a Spa per seguire Mattia nei test con la Porsche Supercup. Le GT giravano a turni alterni con le monoposto. Bene, tra le auto in pista, tre Formula 1 storiche anche se definirle storiche mi fa un po’ impressione perché significa che sono vecchio. Due Tyrrell ex Alboreto e la Williams di Alan Jones. Chiaramente un po’ di commozione nel vedere le macchine del compianto Michele ma che gioia sentirle girare! Stavo girato, spalle alla pista e mi godevo il sound. E pensare che i motori erano quelli più umili: i Ford Cosworth DFV 8 cilindri. Molto vincenti, grazie all’inventiva dei telaisti inglesi, ma quelli meno coinvolgenti acusticamente. Ripensare a come urlavano i dodici cilindri … meglio lasciar perdere altrimenti divento troppo nostalgico.

Direi che qualcosa si sta muovendo e sembra che sia nella direzione giusta. Sembra che i nuovi “padroni” della F. 1 (Liberty Media) vogliano dare un taglio più umano e meno esclusivo a tutto il carrozzone e vogliono spettacolo. Quasi un ritorno al passato sfruttando le possibilità di comunicazione globale che il periodo attuale ci offre. Hanno  imbonito il buon Bernie promettendogli la presidenza (e poteri decisionali) per i prossimi anni poi, dopo aver perfezionato l’accordo dell’acquisto, l’hanno preso per un gomito accompagnandolo alla porta: bye bye Bernie, goditi la pensione.

Il povero zio Bernie.

 

Comunque, per non perdere il filo: ricaduta sul prodotto di serie. E dove sta andando la produzione? Accantonando per il momento il discorso ibridi ed elettriche, la direzione è quella del downsizing delle cilindrate, multiturbo ed elettronica ultima generazione per ottimizzare consumi e fruibilità del motore.

La strada, quindi, è quella del motore piccolo, turbo, tanta potenza, gomme larghe.  Aspetta un attimo, ma io, nel 1985 ero aggrappato alle reti di Monza durante le qualifiche del Gp ed ho visto passare Nelson Piquet. Aveva una macchina che schioccava dalla valvola wastegate ad ogni cambio marcia facendo soffiare, rabbiosi, gli oltre 1000 cv di potenza e nel rettilineo avanzava serpeggiando  facendoti slogare il collo per cercare di seguirne il passaggio: aveva un motore piccolo, turbo, tanta potenza, gomme larghe.  Ancora non lo sapevo, ma stavo guardando … il futuro.  Forse.

Se fossi a scuola e trovassi la sorpresa del professore di italiano, che entra in classe svogliato appoggiando la sua valigetta sulla cattedra e togliendo da sottobraccio il quotidiano se ne esce con un: “oggi ragazzi tema”.  Nooooo, con brusio di sottofondo.  “Dai ragazzi, tema libero, avete tre ore”.  Lui apre il suo quotidiano ed io chiudo il mio Autosprint.

Tema: La Formula 1 che vorrei.

Formula uno, la massima espressione dell’automobilismo sportivo, le macchine più veloci guidate dai piloti più bravi. Mmmmm questo forse lo cancello, per adesso lo lascio sulla brutta e poi vedo quando riscrivo tutto in bella copia.

Io vorrei che in Formula 1 fossero coinvolti sia i costruttori che i team privati dando a tutti le stesse possibilità di vittoria. La Fia dovrebbe creare un fondo per finanziare la realizzazione di un motore clienti, bello robusto e sufficientemente competitivo da vendere a chi ne faccia richiesta.

Via tutte ste power unit, batterie, turbine e compagnia bella. Tremila cc V8 per i clienti, libera scelta del frazionamento e massimo 2500 cc per i team ufficiali dei costruttori.

Lo sviluppo aerodinamico dovrebbe essere bloccato. Parametri ben definiti, una configurazione per le piste lente ed una per le piste veloci, naturalmente con libertà di regolazioni. Lo sviluppo aerodinamico è una delle voci che incide maggiormente sui budget.

Ridurre la capacità frenante per allungare gli spazi di frenata e permettere i sorpassi.

Carburante imbarcato che permetta di svolgere la gara senza rifornimenti ma che al tempo stesso obblighi i motoristi ad aver cura nell’ottimizzare i consumi.

I piloti che vincono in F.2 (se al massimo da due anni nella categoria) di diritto in F.1

Con queste poche e semplici regole si abbatterebbero i costi notevolmente e magari … spazio alla fantasia.

Per tutti gli aspetti commerciali e di marketing, sembra che il baffone abbia le idee già chiare.

Luca Drudi   3a  C.

Professore posso consegnare?” “Ma come? Sono passati solo dieci minuti.  Fammi vedere cos’hai scritto”

“Sei impazzito? Ed i costruttori dove dovrebbero sviluppare le loro tecnologie?”

“Nel Wec, a Le Mans, come una volta. Le LMP sono anche più tecnologiche di una F.1.”

“Ma il Wec e Le Mans non hanno visibilità”, “Non ce l’hanno perché Bernie non ha mai permesso che l’avessero ma adesso Bernie è in pensione”

“E dove dovrebbe trovare la FIA i soldi per finanziare la realizzazione di un motore clienti?”

“Diminuendo notevolmente i budget, Liberty Media potrebbe diminuire leggermente i premi distribuiti ed il denaro risparmiato dovrebbe servire a: finanziare un motore clienti, diminuire il costo dei biglietti per il pubblico, finanziare le carriere dei piloti. Chi vince in F.4 (nei campionati riconosciuti dalla Fia) stagione pagata in F.3, chi vince in F.3 stagione pagata in F.2 e chi vince in F.2 stagione in F.1. Ma sono anche convinto che Liberty Media sarà capace di trovare nuove risorse aggiuntive e potrebbe addirittura chiedere una “royality” sui contratti dei piloti arrivati in F.1 grazie al loro finanziamento.”

“Ah ma questa poi… ed i piloti paganti dove li mettiamo?”

“I team privati andrebbero ad allungare le griglie di partenza e ci sarebbe sicuramente posto anche per loro, più di adesso.”

Il baffone.

“E chi è il baffone?” “ Case Carey, presidente di Liberty Media che è rimasto stupito per quanto poco sia stato fatto negli ultimi anni per avvicinare il grande pubblico alla F.1. E siccome è esperto di marketing e non di F.1, si è preso vicino a sé quel Ross Brown che di F.1 ne capisce”

“E se i piloti arrivano in F.1 per meriti loro, finanziati da Liberty Media, come fanno i presidenti delle federazioni nazionali a vantarsi di aver portato un loro pilota nella massima formula?”

“Beh, se mi permette professore, quelli potrebbero andare per direttissima a fare in c  “

“Drudi! Come ti permetti! Di filato dal preside.”

Il preside.

Ed eccomi ancora una volta in attesa davanti alla porta del mio carnefice.

Inganno l’attesa guardando la scritta:

Jean Todt Preside(nt)

 

 

 

 

 

 

Autore dell'articolo: Luca

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