Valentino (e) RoTTi

Valentino (e) RoTTi

L’incidente occorso a Valentino nei giorni passati ha permesso d’incominciare ad immaginare il Day After della MotoGp. Quando non ci sarà più Valentino, chi seguirà più la MotoGp? Il quesito se lo pongono in molti ad incominciare dalla Dorna e dagli organizzatori dei singoli Gran Premi. I segnali che arrivano non sono positivi: Valentino si frattura.  Verso le 21 la notizia è di dominio pubblico ed alle 22 c’erano già in vendita, sui siti di annunci, i biglietti della MotoGp di Misano. Addirittura biglietti di tribune oramai esauriti da tempo ed introvabili, vengono proposti a prezzi stracciati. In un annuncio si legge: causa lutto. Ecco come viene vissuto per qualcuno la mancanza di Valentino Rossi: un lutto. Un lutto per il motociclismo.

Però, … aspetta, in pista questo week end non c’era solo Valentino Rossi ma fior fiore di piloti a partire da quel Andrea Dovizioso che sta facendo sognare l’Italia. Piloti della classe regina che danno sempre spettacolo ed il solo vederli affrontare il curvone di Misano vale il prezzo del biglietto. Abbiamo una Moto2 sempre più tricolore con Morbidelli, un ritrovato Pasini, un sempre in crescita Baldassarri ed un Marini che sta dimostrando di non essere nel mondiale solo perché fratello di Valentino. Vogliamo parlare della Moto3? Con un Fenati sempre in cerca di riscatto che si inventa sorpassi passando in parti del circuito dimenticate anche dalla motoscopa e sempre pronto a sorprenderci con le sue dichiarazioni. Volate a contatto di gomito dove il biglietto estratto del vincitore potrebbe essere di uno dei tanti ragazzi di casa nostra. Allora perché la gente vende il biglietto? oppure sui social scrive: fortuna che ancora non l’avevo comprato. I duri e puri del motociclismo scrivono “meglio così”. Fuori dalle balle i tifosi da stadio. Non la penso esattamente allo stesso modo anche se mi ritengo un amante del motociclismo e della sua tecnica fin dai tempi di Renzo Pasolini. Certo che i tifosi da stadio possono fare danni. Sono d’accordo. Quanto accaduto a Monza Domenica scorsa, con i fischi al dominatore del GP d’Italia Lewis Hamilton, mi fa vergognare di essere italiano. Non da meno, anzi addirittura peggio, sono gli episodi accaduti nel motociclismo ai danni dei piloti rei di essere d’intralcio al Vale nazionale. Però la F.1 rischia meno di vedere un crollo totale dei tifosi da stadio. Lo dimostra il fatto che, pur essendo denominata dai più “Formula Noia”, Domenica a Monza l’autodromo era pieno in ogni ordine di posti.

Il tifoso di F.1 segue la Ferrari ed osanna i suoi piloti incurante del fatto che agli stessi lanciava i sassi solo perchè non di rosso vestiti. Il tifoso segue la Ferrari… via Vettel, avanti il prossimo ma il tifoso con la sua bella bandiera sarà sempre al suo posto. Via Valentino… cazzo facciamo? Il tifoso da stadio a due ruote si è affezionato al personaggio, all’uomo, al singolo come feci a mio tempo anche io con Alberto Tomba, via lui non ho più guardato una gara di sci. Comunque, facciamo una scommessa ? Domenica a Misano le tribune saranno gialle come non mai. Si perché l’eroe caduto, vulnerabile, suscita ancora maggior voglia di essergli vicino. Per tutti? Sicuramente no! Valentino ha sostenitori e detrattori, forse in egual misura. Leggendo i post sui social viene la pelle d’oca, qualcuno gli ha augurato anche la morte…

Più o meno sono tutti nella stessa linea di pensiero nel dire: “che cacchio ci faceva sulla moto da enduro con il rischio di farsi male?” . Pensiero sicuramente condivisibile. La dinamica: uscita su moto da enduro con alcuni amici e ragazzi della VR46. Andatura assolutamente tranquilla, scivola il piede dalla pedana, sul davanti, arrivando a terra si impunta in un sasso e la pedana… frantuma. Per un pilota, quasi un incidente domestico, quasi come essere scivolato nella doccia. Nell’immaginario collettivo, Valentino sfrecciava a velocità da suicidio schiavando castagni, pioppi e cinghiali. Certo che se ripenso al fatto che nel mio piccolo, come pilota, ho sottoscritto contratti dove mi si vietava espressamente di svolgere attività pericolose seguite da un elenco ben dettagliato, mi dico: ma ad un monumento come Valentino, con gli interessi che muove e smuove, certe cose non vengono vietate? Evidentemente no e ne capisco anche il motivo. Valentino con i motori si diverte non puoi relegarlo alle sole uscite ufficiali in sella alla MotoGp. Se fosse così, forse, avrebbe già lasciato. Mi si conceda ancora un paragone con la F.1. Avete mai visto foto di Hamilton (talento indiscutibilmente enorme) che sgomma con l’Ape, che carica il furgone con la moto da cross o con il kart? Che si sporca le sue scarpe bianche per andare a provare un’auto da Rally? Che se trova un parcheggio con la ghiaia incomincia a driftare finche non lo mandano via a colpi di fucile caricato a palettoni? Immagino che di segnalazioni a suo nome, per cose del genere, alla stazione di polizia locale del suo paese non ce ne sia neanche una. Andate a vedere a Tavullia…
Valentino, è un appassionato di motori con mille pregi e , forse, diecimila difetti ma è unico e penso che il motociclismo ne debba sopportare il peso mediatico e politico nel bene e nel male perché senza di lui…non sarebbe stato lo stesso. Le gomme speciali, i complotti ecc ecc? Mi farebbero terribilmente incazzare se fossi un addetto ai lavori ma dal divano non me ne frega un piffero, mi godo lo spettacolo e basta. Il valore della parola sport è inversamente proporzionale agli interessi che girano intorno alla categoria, quindi, me ne faccio una ragione.

I tifosi da stadio? Un male necessario.
Dru…dixit.

P.s.  Domenica, sicuramente, Valentino troverà il modo per fare un giro di pista con la gambona ingessata e sarà delirio: i suoi tifosi potranno applaudirlo ed i detrattori fischiarlo e così tutti si sentiranno appagati: l’oppio è stato distribuito.

 

Autore dell'articolo: Luca

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